Coda alla vaccinara Bimby? Si può fare! Storico piatto della cultura gastronomica laziale apprezzato da tanti.La storia gastronomica delle frattaglie è sempre molto interessante: nei tempi andati le parti pregiate degli animali venivano vendute a persone benestanti ma il famoso quinto quarto era destinato ai poveri.Nei mattatoi lavoravano gli “scortichini” a cui assieme alla paga venivano darti gli scarti degli animali: zoccoli, coda, testa, trippa ed organi interni.Così nascono i piatti più famosi della cucina povera romana.Le varianti della coda alla vaccinara BimbyCi sono due varianti circa la preparazione:la prima variante è indicata da Ada Boni nel suo libro La cucina romana e si fanno con la coda due piatti, un primo piatto con il brodo ottenuto lessando la coda, e poi un secondo di carne costituito dalla coda alla vaccinara vera e propria e si usano pochi ingredienti semplicila seconda versione prevede aggiunta di lardo e sedano oltre che aglio, cipolla e chiodi di garofano con l’aggiunta anche di pinoli, uva passa e cacao amaro.

La storia gastronomica delle frattaglie è sempre molto interessante: nei tempi andati le parti pregiate degli animali venivano vendute a persone benestanti ma il famoso quinto quarto era destinato ai poveri.

Nei mattatoi lavoravano gli “scortichini” a cui assieme alla paga venivano darti gli scarti degli animali: zoccoli, coda, testa, trippa ed organi interni.

Così nascono i piatti più famosi della cucina povera romana.

Le varianti della coda alla vaccinara Bimby

Ci sono due varianti circa la preparazione:

la prima variante è indicata da Ada Boni nel suo libro La cucina romana e si fanno con la coda due piatti, un primo piatto con il brodo ottenuto lessando la coda, e poi un secondo di carne costituito dalla coda alla vaccinara vera e propria e si usano pochi ingredienti semplicila seconda versione prevede aggiunta di lardo e sedano oltre che aglio, cipolla e chiodi di garofano con l’aggiunta anche di pinoli, uva passa e cacao amaro.